/ PRESENTATION

TRANSLUCE & OLTREFORMA

di Pietro Rivasi

Per Transluce & Oltreforma Giorgio Bartocci (Jesi, 1984) ha distillato 20 anni di ricerca in un unicum che restituisce allo spettatore l’attuale approdo della sua poetica, nella quale pittura, scultura, installazione, forma e colore rivestono tutte la medesima importanza e si arricchiscono di profondità grazie al fondamentale ruolo della luce, delle prospettive tra le diverse componenti, delle trasparenze e della transitorietà degli elementi: le quattro opere realizzate sulle vetrine che SpazioC21 utilizza per le sue esposizioni, sono infatti pensate per essere distrutte una volta terminata la mostra, come simbolico tributo alle origini dell’artista, enfant prodige del graffiti writing, pratica intrinsecamente effimera.
Soggetto della mostra sono figure liquide che l’artista è arrivato col tempo a sintetizzare in composizioni completamente astratte che restituiscono agli spettatori tutta la tensione cui la precarietà dell’epoca contemporanea ci ha condannati: viviamo infatti in un periodo storico nel quale siamo sottoposti ad un flusso sempre più veloce di input impossibili da metabolizzare e distillare, che ci assoggettano ad una costante pressione psicologica.
Difficile identificare un unico protagonista al centro di questo lavoro, perchè un ruolo dominante è giocato da forme e trasparenze, prospettive e sovrapposizioni che si vengono a creare fra i nove lavori che compongono l’installazione, relazioni sulle quali Bartocci gioca sfruttando consapevolmente le caratteristiche spaziali della corte e della galleria, messe in risonanza con quelle della materia manipolata che da vita alla grande scultura collocata al centro del cortile.
Fondamentali nell’equilibrio dell’opera, le trasparenze degli interventi su vetro, supporto che ha imparato ad amalgamare nelle sue opere ormai molti anni fa: dalle fabbriche abbandonate dell’hinterland milanese post industriale, ai recenti interventi su commissione, passando per esecuzioni più seminali realizzate intervenendo sui finestrini dei treni. La trasparenza è una caratteristica che nella nostra quotidianità diamo per scontata ponendoci di fronte ad una vetrina o ad una finestra, ma che permette un’interazione profonda tra colori e luci: cangianti a seconda delle ore del giorno o delle stagioni, costanti, calde o fredde, quelle artificiali.
Prospettiva e trasparenza permettono sovrapposizioni non più limitate ai livelli di colore, con i quali l’artista gioca da sempre con tecniche che spaziano dal collage alla pittura, ma che si spingono alla stratificazione spaziale tra opere e persone.
La scultura in acciaio smaltato che segna il chiostro, rappresenta un ideale centro prospettico e connota l’intera installazione, catalizzando gli sguardi degli spettatori fin dalla Via Emilia, prima ancora che entrino nel perimetro espositivo della galleria.
La forma tridimensionale, realizzata site specific con la collaborazione di laboratori artigiani che hanno messo la loro esperienza al servizio del progetto dall’artista, diviene il fulcro attorno al quale si dispongono lo spazio vuoto della corte e quelli pieni delle vetrine, interrotti dal solo passaggio degli spettatori.
La mostra ha visto il contribuito determinante di Arturo Amitrano, anima del laboratorio romano di serigrafia 56 fili, da tredici anni artigiano di riferimento per una generazione di artisti e creativi. Il sodalizio con Bartocci dura dal 2017, quando le loro strade si sono intrecciate in occasione della mostra Routine Fabrique, ed è maturato grazie a molteplici collaborazioni che hanno portato Amitrano a ricercare, sperimentare e sviluppare le applicazioni più adatte alla poetica dell’artista.
L’apporto di Amitrano ha poco a che fare con la riproduzione serigrafica di un’immagine più o meno complessa, molto di più con lo stimolare e l’accompagnare l’artista nella realizzazione della sua visione: per realizzare gli interventi fuori formato ideati da Bartocci, il più grande di ben 185x140cm, è stato infatti necessario progettare e realizzare telai verticali rinforzati con guide in legno, qualcosa di unico nell’ambito della stampa serigrafica. La tecnica è stata dunque ideata e perfezionata dall’uno al servizio dell’estetica dell’altro ma ha costretto Bartocci a lavorare in negativo: un esercizio complesso per chi è abituato a fare pittura, costretto a ricalibrare il proprio modo di pensare alle fasi di realizzazione delle opere.
Il risultato compositivo è potente; la varietà di toni di colore anima le forme liquide che integrano in sovrapposizione decine di inserti materici, lembi di carta maltagliata intrisi di colore che Bartocci utilizza prima per le mascherature e poi inserisce nelle opere, trasformandole in collage. L’installazione realizzata da Bartocci va così oltre la forma: è viva, interagisce con l’osservatore, si rinnova al mutare di luci e prospettiva, attiva fantasie di forme e colori.
In una parola, stupisce.

Serigrafia Transluce & Oltreforma di Giorgio Bartocci

In occasione della mostra Transluce & Otreforma di Giorgio Bartocci e 56 fili, lo SpazioC21 ha realizzato una serigrafia omonima di dimensioni 70x50cm, tirata su carta Fabriano Rosaspina 280g in 25 esemplari numerati e firmati dall’artista + 8 AP.

L’opera è realizzata in 5 colori, ciascuno dei quali ha ricevuto 3 passaggi per un totale di 15 livelli di colore; grazie a cicli di sovrapposizioni, i 15 livelli arrivano a restituire fino a 380 toni diversi.

Zine Transluce & Oltreforma di Giorgio Bartocci

In occasione della mostra Transluce & Otreforma di Giorgio Bartocci e 56 fili, lo SpazioC21 ha realizzato una pubblicazione omonima in 115 copie (100 commerciali e 15 in edizione speciale) numerate e firmate dall’artista.
Le 40 pagine spillate, si richiamano alle zine e riprendono il formato A5 proprio di molte autoproduzioni; un tributo al percorso dell’artista ed alla sua appartenenza ad un ambiente controculturale.
Composta con carte diverse, che nei colori richiamano l’opera dell’artista, riproduce sul supporto cartaceo gli stessi effetti di trasparenze e sovrapposizioni che idealmente si creano attraversando l’installazione allo SpazioC21 in Palazzo Brami a Reggio Emilia. Anche il titolo della copertina serigrafica è stampato con una vernice speciale che rende la carta trasparente. Ogni zine è ulteriormente personalizzata con lembi di carta maltagliata, residuo di lavorazione delle opere in mostra, applicati artigianalmente alla controcopertina.
Transluce & Otreforma di Giorgio Bartocci e 56 fili è una raffinata zine d’artista realizzata in una tiratura di pezzi unici.
Ogni copia è confezionata sotto vuoto.