/ PRESENTATION
PALeontologia
HORFEE, SAEIO, CONIE
Paris 2013 - 2017
a cura di Andrea Ceresa
Il metodo della ricerca storica richiede uno scarto temporale dall’oggetto di studio scelto di modo che si possa avere una distanza critica adeguata. Così vale anche per la PALeontologia, la branca delle scienze naturali che studia i PAL e il loro ambiente di vita sulla Terra, cioè Parigi.
L’arco temporale preso in esame in questo studio è quello che si estende dal 2013 al 2017, la golden age della crew, un tempo in cui iniziarono a circolare in rete una grande quantità di immagini e di contenuti a fianco di una moltitudine di pubblicazioni stampate su carta povera a tirature limitate, che hanno determinato un significativo rinnovamento della scena del writing Europeo ed internazionale. L’attenzione si rivolge a tre individui del gruppo PAL, Horfee, Saeio e Conie, osservati anche attraverso la lente di un quarto, Esso, da sempre reporter interno delle cronache della crew.
L’approccio qui proposto si focalizzerà su una caratteristica peculiare: l’abilità dei tre di adeguarsi a due ambienti differenti, benché a tratti simili e complementari: il writing e l’arte.
Gli stilemi del writing si sono consolidati a New York a partire dal primo pezzo con l’outline di Super-Kool 223, negli anni ’70, fino all’inizio degli anni ’80, l’epoca del documentario fondativo Style Wars.
Da quel momento ad oggi le regole per eseguire un buon graffito sono le stesse: costruzione delle lettere, outline dal tratto pulito, ombre, effetto 3D, luci e sfondo. Eppure qualcuno, oltreoceano, trent’anni dopo, nella Parigi degli anni ’10 - là dove cento anni prima erano fiorite le avanguardie - ha deciso che per rendere i graffiti più interessanti si dovesse provare qualcosa di innovativo.
Nonostante qualche legittima resistenza interna alla cultura del writing, il riconoscimento al merito dei PAL sarà presto ben solido. Una rivoluzione però non succede per caso, serve un’idea, o almeno il suo seme.
Come dice una voce fuori campo nel secondo video dedicato al writing parigino della serie Crack&Shine in un inglese non grammaticalmente candido: “PAL is Peace And Love crew, a kind of happy crew with crazy people, crazy guys all interested by the arts”. Infatti, dalle rues e dai souterrains parigini, alcuni dei PAL accederanno molto presto agli spazi dell’arte contemporanea presentandosi con la loro tag e destando grande interesse per la stima che si stavano guadagnando nella scena del writing, proprio come fu per i king di New York negli anni ’80. È di quello stesso momento storico il libro che esporta i graffiti nel mondo e che, non bisogna dimenticarsi, porta la parola arte nel titolo (Subway Art), come a sottolineare il legame intrinseco tra i due mondi.
Bisogna tuttavia fare una grande precisazione, per non banalizzare: nonostante le tecniche del writing producano immagini - proprio come la pittura - e la sua metodologia possa essere spesso assimilata ad una performance, nell’esplorazione dello spazio urbano e nell’atto della pittura pubblica illegale, il writing e l’arte - per le gallerie, le collezioni e i musei - non sono la stessa cosa.
Il writing spesso si limita a riprodurre un paradigma di azione e degli stilemi stilistici, svelando il suo essere una disciplina rigida più che una pratica artistica. Inoltre, non è assolutamente certo che un buon writer sia un buon artista.
Quelli di questo studio erano anche gli anni di una forte espansione di altre pratiche urbane non autorizzate, la “Street Art”, soprattutto a Parigi. Writing e Street Art finirono per essere assimilati in un insieme del tutto eterogeneo ed indefinito (anche a tutt’oggi) spesso arbitrariamente collegato a pratiche di strada.
La questione, dunque, scottava: come riportare la pratica del writing all’interno del mondo dell’arte senza tradire le origini e senza finire immischiati o scambiati con artisti senza credibilità? Per i PAL la risposta è stata semplice: conservarono nella loro produzione di studio la stessa energia che li spingeva a dipingere in strada, con la consapevolezza di tutte le differenze del caso. Poiché quell’energia aveva prodotto tanta eccellenza nel writing, l’autenticità dell’approccio in studio ha garantito una certa qualità artistica.
Horfee, Conie e Saeio sono solo tre esempi del folto ed eterogeneo gruppo dei PAL, i primi che sono entrati nel mondo dell’arte ufficiale, insieme ad altri come Mosa, Sonik e Tomek. Ognuno ha ormai il proprio percorso, indipendente; PAL è il nome che rappresenta quell’ormai vecchio, ma complice legame, un nome che negli anni a cui è dedicata questa mostra, era quello di una delle crew più innovative della storia del writing, una crew che ha permesso, grazie alla sua visione, che i suoi componenti siano divenuti gli artisti che sono stati e che ora sono.
