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Pisa 2014

/ PRESENTATION

Indoor Outdoor 2014 - Arte Urbana a Pisa.

A Pisa torna protagonista l’arte urbana. Il progetto vedrà la realizzazione di interventi su quattro muri della città per mano di sette writers.
Di Redazione Art Vibes

1989, Keith Haring è a Pisa per realizzare il murale Tuttomondo sulla parete posteriore del convento dei frati “Servi di Maria” della chiesa di S.Antonio. Il 19 giugno scrive sui suoi Diari “È davvero una realizzazione. Sarà qui per molto, molto tempo e la città sembra amarlo. Sto seduto sul balcone a guardare la cima della Torre Pendente. È davvero molto bello qui. Se c’è un paradiso, spero che assomigli a questo” (Oscar Mondadori, 2001).

A 25 anni da quell’evento a Pisa torna protagonista l’arte urbana con “Indoor Outdoor. Arte urbana a Pisa“, un progetto che si articola in due diversi momenti.
Il primo, il 24 e il 25 maggio, vedrà la realizzazione di interventi su quattro muri della città per mano di sette writers: ogni artista avrà il proprio muro e creerà un’opera site-specific per quello spazio, che rimarrà come dono permanente alla città.
Francesco Barbieri alla residenza studentesca I Praticelli (Ghezzano, San Giuliano Terme), Lineapiatta – che riunisce i due artisti Daniele Tozzi e Massimo Sospetto – alle scuole Zerboglio, vicolo Scaramucci (Pisa); Aris ed Etnik al cavalcavia dell’Aeroporto di Pisa, Soap The Wizard e Giorgio Bartocci ai Pannelli Frangisuono di Cisanello (Pisa).
Indoor Outdoor arriverà per la seconda tappa del progetto al centro espositivo SMS di Pisa dove il 13 giugno si inaugurerà una mostra collettiva dei sette writers, che resterà aperta fino al 13 luglio. Qui gli artisti, interagendo fra loro nell’allestimento e confrontandosi sull’idea globale di questa esposizione, esporranno il meglio della loro produzione più recente, tra cui alcune opere realizzate appositamente per l’occasione.
Non a caso Indoor Outdoor ha Pisa come origine e svolgimento. La città negli anni ha sviluppato una propria cultura dei graffiti che si è concretizzata con una decisa scelta del Comune di Pisa di dedicare in modo ufficiale degli spazi all’arte urbana. Con una delibera la Giunta ha infatti “affidato” ai writers 610 metri lineari e oltre 1700 metri quadri di superfici.
Una scelta nata dalla volontà di valorizzare questa arte e di riqualificare gli spazi urbani, fortemente voluta dall’assessore alla cultura del Comune di Pisa Dario Danti: “Questa iniziativa fa di Pisa una città all’avanguardia, a livello nazionale e non solo, nell’aprire le porte alle forme di espressione d’arte più nuove, legate alla cultura giovanile”.
Pisa è diventata, pur essendo una città di dimensioni modeste, un punto fermo nella mappa internazionale del writing, grazie a varie occasioni importanti.
Come l’ormai leggendario evento-cult “Panico Totale” negli anni ’90, l’assegnazione dei muri legali in città (il cui rinnovo è uno dei punti cardine di questo progetto), il ciclo di mostre “Materia-Esposizione di Segni Non Tipografici” al Cantiere San Bernardo, e molti altri microeventi. Non è un caso infatti se importanti nomi della scena mondiale (tra cui Phase2, uno dei padri newyorkesi del movimento) siano passati sui nostri muri con lo scopo di lasciare una traccia e di interagire con i writers locali.
Il progetto Indoor Outdoor – Arte Urbana a Pisa prevede un coinvolgimento di artisti significativi del panorama italiano, ma anche, tramite la convenzione per i muri legali, la partecipazione dell’intera comunità dei writers.
Gli artisti scelti per gli interventi e per la mostra saranno in parte legati al territorio (Pisa e realtà limitrofe) e in parte provenienti da città come Bari e Milano, con cui i writers locali hanno già collaborato in passato, in modo da inserire questo progetto in un più ampio percorso di scambi con realtà importanti nel movimento: Francesco Barbieri (Pisa), Linea Piatta (Pisa-Roma), Aris (Viareggio), Etnik (Vinci), Soap The Wizard (Bari), Giorgio Bartocci (Milano).
Dalle file del writing pisano è venuta fuori una generazione di artisti in grado di confrontarsi con gallerie, musei e altre istituzioni artistiche a livello nazionale e internazionale, andando oltre la pratica di scrivere il proprio pseudonimo, ma riuscendo comunque a portare lo spirito del writing nelle proprie opere.
Gli artisti scelti per gli interventi e per la mostra saranno in parte legati al territorio (Pisa e realtà limitrofe) e in parte provenienti da città come Bari e Milano, con cui i writers locali hanno già collaborato in passato, in modo da inserire questo progetto in un più ampio percorso di scambi con realtà importanti nel movimento: Francesco Barbieri (Pisa), Linea Piatta (Pisa-Roma), Aris (Viareggio), Etnik (Vinci), Soap The Wizard (Bari), Giorgio Bartocci (Milano).
Dalle file del writing pisano è venuta fuori una generazione di artisti in grado di confrontarsi con gallerie, musei e altre istituzioni artistiche a livello nazionale e internazionale, andando oltre la pratica di scrivere il proprio pseudonimo, ma riuscendo comunque a portare lo spirito del writing nelle proprie opere.

GLI ARTISTI URBANI IN MOSTRA*

Di Pietro Rivasi

Ogni artista ospitato da Indoor Outodoor declina a suo modo l’esperienza di writer, alcuni prediligendo l’arte figurativa, altri ricorrendo ancora una volta a quelle lettere che li hanno accompagnati durante tutto il percorso artistico:
Francesco Barbieri, attraverso la rappresentazione grafica e spettrale di paesaggi urbani, città e mezzi di trasporto che dovrebbero brulicare di vita, racconta la percezione di chi attraverso l’arte ricerca di dare vita a luoghi effettivamente sovraffollati, ma totalmente privi di umanità.

Personaggi umani e umanoidi, animali e pattern astratti sono invece i motivi ricorrenti di Aris e Giorgio Bartocci, due artisti che usano linguaggi e tecniche differenti ma le cui opere derivano dalle lettere con le quali hanno composto i loro nomi per più di 15 anni, prima che l’evoluzione li portasse a manipolarle a tale punto, da sublimarle in rappresentazioni figurative.Le lettere rimangono invece protagoniste del lavoro di Lineapiatta, nome dietro il quale si cela un collettivo, ma anche in quello di Etnik e Soap the wizard che propongono opere direttamente derivate dal writing.
Etnik “scolpisce” il suo nome in lettere tridimensionali, strutture imponenti ma allo stesso tempo così leggere da dare vita a città fluttuanti, mondi sospesi dove cemento e natura si compenetrano in una raffigurazione critica e fantastica della realtà.L’habitat del writer viene quindi rappresentato e dipinto dalle lettere e dai volumi che le intersecano, creando un raffinato gioco di mise en abyme.
Un approccio istintivo, quasi antitetico, caratterizza invece le opere di Soap the wizard, la cui ricerca sul lettering arriva all’estremo trasformando l’esercizio calligrafico in logo­ design e pura grafica: partendo dalle radici del writing, le lettere e le colorazioni dei primissimi dipinti comparsi sulle subway newyorchesi all’inizio degli anni 70, arriva alla creazione di un linguaggio proprio, in cui spesso un elemento prende il sopravvento, divenendo simbolo e sostituendosi alla firma.
Lineapiatta, collettivo costituito da Massimo Sospetto e Daniele Tozzi, coniuga calligrafia, grafica e tipografia. Campiture compatte e monocromatiche, linee taglienti e nette proprie della grafica vettoriale sono il manifesto di Massimo Sospetto. Il senso di freddezza e precisione che emana dalle sue opere realizzate per gli spazi espositivi, grafiche realizzate a computer stampate ed applicate su supporti diversi, si ritrova inalterato nei lavori realizzati artigianalmente su muro, frutto di una tecnica maniacale maturata con infinite ore di pratica ed esercizi di ripetizione.
Daniele Tozzi reinterpreta invece quella che può essere definita la “madre nobile” del writing, la calligrafia, creando calligrammi, scritte che compongono disegni. Un esercizio puramente grafico, linee nette e tinte piatte, che, attraverso l’interpretazione frutto dell’esperienza di writer, attualizza una pratica “uccisa” da Gutenberg nel XV secolo.
* Questo articolo è stato pubblicato originariamente su paginaq.it

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