DIALOGHI
DI STRADA
#2

OTTOBRE 2018 - GENNAIO 2019

ALEXONE, BO130 e 2501
RADICI COMUNI, PERCORSI DIVERGENTI, ESTETICHE IN DIALOGO.

/ ARTWORKS

ALËXONE
No cool tee-shirt design?
Paris-Bruxelles, 2001-2008
Mixed media on canvass
170 x 120 cm

© Ph. Dario Lasagni

freccia-giu

ALËXONE

(Parigi, 1976)

Alexandre Dizac, aka ALËXONE, è nato e lavora a Parigi, classe 1976. Alla fine degli anni Ottanta è già attivo come writer con il nome di Œdipe.
Sviluppa il lavoro in studio – vivendo tra Parigi e Bruxelles – a partire dal 2000. Il suo stile pittorico è inconfondibile: fantasioso, pieno di humor e surrealista, ma ispirato ai graffiti, alla cultura pop, ai fumetti, all'arte bizantina e all'illustrazione. Il mondo che dipinge è ricco di colori, di pattern geometrici, di colate di smalto e di tags realizzate a marker tra i quali inserisce un bestiario pazzo e caotico, grottesco, fatto di animali e di caratteri immaginari, folli e ironici. Questi personaggi – uomini mascherati – sono veri e propri elementi grafici che cambiano forma e significato da un'opera all'altra e ridicolizzano la società dei nostri tempi.

BO130
Pineal connection
Milano, 2012
Mixed media on wood
159,5 x 106 cm

© Ph. Dario Lasagni

freccia-giu

BO130

(Milano, 1971)

Nonostante gli studi artistici – prima in Italia al Liceo Artistico di Milano, poi a Londra alla Central Saint Martins, University of the Arts and Design ed infine con la laurea in Graphic and Media Design al London College of Communication – è stata la passione per i graffiti e la lunga militanza in quell’ambito a farlo emergere in un movimento artistico, oggi noto in tutto il mondo, affermatosi sotto l’etichetta di “Street art”.
Fa le sue prime esperienze professionali come illustratore e grafico tra Londra e New York, anni nei quali si occupa anche di animazione, video e web design.
Realizza graffiti dal 1985 e dalla fine degli anni Novanta intraprende la carriera artistica, sviluppando una ricerca originale che comprende sia lavori in strada che in studio.
Bo130 è un artista poliedrico che combina tecniche, stile e linguaggio in una ricerca iconica e visionaria nella quale traspare l’influenza della strada attraverso le sue diverse subculture, come il Punk, l’HipHop, lo Skateboard, il Soundsystem e la scena Rave. Il fascino che hanno avuto su di lui sin dall’adolescenza, con la loro estetica ed il loro messaggio di ribellione e indipendenza, gli è servito da stimolo nella sua ricerca visuale, formando negli anni un caratterizzato immaginario pittorico che Bo130 mantiene in costante reinvenzione. Il risultato è un lavoro stratificato dove la  giustapposizione di materiali trovati, colori acrilici, spray, stencil, stampa, disegno, grafica, adesivi, pennarelli, il digitale e l’analogico, convivono tra armonia e contrasto, insieme ad un intricato gioco di dialoghi nascosti tra figure, forme e parole, che lui stesso ama definire “retro-tribalismo-futuro".

2501
Untitled #1
Milano, 2013
Acrylic and gold leaf on enameled wood board
99,5 x 99,5 x 5 cm

© Ph. Dario Lasagni

freccia-giu

2501

(Milano, 1981)

Jacopo Ceccarelli, aka 2501 pratica il writng dall’età di 14 anni con i moniker di Never e Robot Inc. A 20 anni si trasferisce a São Paulo in Brasile per insegnare pittura ai bambini delle baraccopoli ed entra in contatto con l’estetica sudamericana, affinando il suo approccio alla pittura. Rientrato a Milano nel 2004 si dedica al web-design e alla motion graphic e studia montaggio cinematografico.Dal 2007, con lo pseudonimo di 2501, ha avviato una consapevole carriera artistica nella quale alterna pittura murale, pittura su tela, scultura e videoarte in una sperimentazione continua. L'identità dei suoi lavori è sospesa tra una visione mistica e spirituale – con radici nelle filosofie orientali – ed una dimensione emotiva, più istintiva. La sua arte è un combinato di gesto performativo e casualità: un’alternanza che mantiene la sua estetica in equilibrio tra pulizia formale e caos, nella realizzazione di esperienze, percorsi e figure immaginarie. Nelle sue opere, linee, forme e movimento – caratterizzate da una dominante di bianco e nero – si compongono liberamente in un dialogo tra pieni e vuoti solo a volte lascia spazio ad una predominanza di oscurità, come quando lavora alla serie “la macchina”.
Il suo lavoro site specific e più socialmente impegnato è in dialogo costante con la topografia urbana ed ha ottenuto riconoscimento in numerosi festival d'arte pubblica come O.BRA, Living Walls, ALTrove, Art United Us, Artmossphere Biennale, Walk & Talk, Wabash Arts Corridor, Outdoor, Mural, Traffic Design e Painted the Desert Project.

2501
Untitled V
Milano, 2015
Ceramic
70 x 18 x 18 cm

© Ph. Dario Lasagni

freccia-giu

2501
Untitled XII
Milano, 2015
Ceramic
19 x 15 x 15 cm

© Ph. Dario Lasagni

freccia-giu

2501
Untitled
Milano, 2015
Ceramic
68 x 22 cm

© Ph. Dario Lasagni

DIALOGHI
DI STRADA
#2

OTTOBRE 2018 - GENNAIO 2019

ALEXONE, BO130 e 2501
RADICI COMUNI, PERCORSI DIVERGENTI, ESTETICHE IN DIALOGO.